Géśa al Moia
Chiesa alla Moia

géśi geśöi e capitéi

Chiesa dei SS. Giacomo e Filippo alla Moia

Consacrata il primo di agosto del 1600 e ristrutturata nel 1700.

Il prevosto Petrucci, nel 1797 riportava che il canonico Valloni fece costruire il campanile con due campane.

Nel 2007 durante la rimozione della Pala raffigurante la Vergine col Bambino tra i santi Giacomo e Filippo, venne alla luce un medesimo affressco.

Approfondimenti sul sito della Parrocchia

LA FESTA DELLA MOIA

<... Venne intanto il primo maggio 1809 festivo in Albosaggia e più per la chiesa figliale ai SS. Giacomo e Filippo colà esistente...>

 

LA PRÜMA FÈSTA DÉ MAC'

 

La prima domenica di maggio, in occasione della festa dei Santi Giacomo e Filippo, ai quali è dedicata la chiesa, alla Moia era consuetudine festeggiare “la prüma fèsta dé mac'”.

Era una tradizionale festa di paese, che si svolgeva nel cuore della frazione, lungo le strade e le piazzette in prossimità della chiesa, della scuola, dell'albergo Campelli, dei negozi e dell'osteria Genini.

 

RICORDI DI UNA NOVANTENNE

 

Ho memoria della “ prüma fèsta dé mac'”fin da quando ero piccolina e, in particolare, della quantià di dolciumi che erano esposti sulle bancarelle ( i banchèt): caramelle, cioccolatini incartati in carte coloratissime, bastoncini di liquirizia, pipe rosse di zucchero, cupèta, os dè mort... Sono semre stata molto golosa , quindi non sono certa che vi fossero altri articoli. Ricordo solo una bancarella dove erano esposti tanti tipi di formaggio e uno dove si vendevano sonagli per neonati. Grandi e bambini attorniavano i banchetti e, con i soldi in mano, controllavano attentamente cosa potevano permettersi di comprare. Io avrei preso di tutto, ma non potevo ( püsèe che 'na fèsta, l'éra 'na puniziù)!

Accanto al banco c'era una gerla, che serviva per il trasporto della merce.

Fra tutti i venditori, rammento una signora che aveva una grande capacità di attirare la clientela: la Maria Faéta (originaria di Faedo).

La festa richiamava sempre un grande afflusso di gente, anche dai paesi vicini. Chi poteva si faceva l'abito nuovo, ma tutti indossavano il vestito della festa, il vestito buono.

Divenuta una matèla (ragazza) io e le mie amiche aspettavamo con ansia il momento di andare a ballare dall'Erminia ( non sempre potevamo entrare, ma non ricordo il motivo).

Con il passare del tempo, intorno agli anni 60, iniziarono ad arrivare espositori di generi diversi: utensili e attrezzi, tanti giocattoli e bigiotteria varia, che catturavano l'attenzione dei più piccoli e delle bambine, fino alle ultime edizioni, che si assomigliavano ad una fiera, dove si trovava di tutto e di più.

 

Per un periodo di tempo, fino a quando ci fu lo spazio disponibile, in occasione della festa, arrivavano anche i giostrai, con la famosa giostra a seggiolini ( calcinculo), un'attrazione enorme per i giovani.

Ci furono alcuni anni in cui venne installato il “palo della cuccagna”; in quelle occasioni era protagonista indiscusso della festa.

 

Questa tradizione è proseguita fino ai primi anni ottanta.

È stata riproposta, dopo molti anni, con modalità diverse, per due edizioni, nel 2015 e nel 2016.

Ad Albosaggia torna la Festa della Moia

Torna la storica festa della Moia, un evento che coinvolge tutte le associazioni del paese per far rivivere un momento di aggregazione e tradizione unendo grandi e piccini.

Torna la Festa della Moia.

 

Domenica 3 Maggio 2015 presso il piazzale dell’Hotel Campelli

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Domenica 1 Maggio 2016, presso il piazzale dell’Hotel Campelli.

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Anno 2007-2008.

Sono stati apportati lavori di restauro.

All'esterno: -rifacimento del tetto;

- restauro degli intonaci esterni e delle vetrate; -seconda campana.

All'interno : -nuovo impianto di riscaldamento;

- parziale nuovo pavimento; -nuovo altare rivolto al popolo e crocifisso (in alto);

-restauro degli apparati lignei e dell'armadio in sacrestia; -restauro dell'ancona e della pala d'altare;

-evidenziazione fotografica dell'affresco nascosto dell'ancona;

-Via Crucis dell'800;

-restauro intonaci interni; restauro del portone.

'l ghè nè amò