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Palazzo Municipale

Il palazzo nasce come residenza privata della nobile famiglia dei Petrucci (il cui stemma si può ammirare nel primo altare di sinistra della Chiesa di S.Caterina, che anticamente era sotto il loro patronato) nel ‘600. Nelle mappe è identificato come Castello del Paradiso, per cui ciò fa pensare che potesse esserci prima dell’erezione del palazzo, delle preesistenze di epoca più antica. 

Il palazzo, nella conformazione originale era a soli due piani, con cappella privata dedicata all’Angelo Custode sul lato nord, e non comprendeva l’ala sud.

Al proprio interno, al piano terra (attuale ufficio tecnico) conteneva ancora fino agli anni ’70 del secolo scorso una meravigliosa stua in legno, con rosone centrale sul soffitto riportante lo stemma della famiglia. Tutto andò disperso durante i lavori di realizzazione degli uffici comunali, se si eccettua una parte delle tavole in legno della stua, che sono conservate nel magazzino comunale. Attualmente di pregevole, a parte l’armonicità della struttura e i numerosi soffitti voltati al piano terra e la cantina, rimangono gli originali di 3 porte al piano terra ed un camino in marmo lavorato nell’ufficio tecnico. 

A seguito dell’estinzione della famiglia Petrucci, nella seconda metà dell’800, in quanto l’ultimo erede era un sacerdote, il palazzo cominciò a passar di mano, diventando, nei primi anni del ‘900 albergo e poi edificio pubblico ospitante asilo e scuole. 

Nell’occasione del passaggio ad edificio pubblico venne aggiunto il secondo piano e l’ala sud, che ospitava il dopolavoro fascista di Albosaggia (scritta comparsa durante i lavori di restauro delle facciate degli anni ’90 del secolo scorso).

Dopo lo spostamento prima delle scuole e poi dell’asilo in altre strutture, negli anni ’90 del secolo scorso è stato completamente restaurato ed in parte ristrutturato ed ora accoglie il Municipio, l’ANA, L’associazione anziani, sale riunioni.  

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