Gràat
Graticcio essiccatoio

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LA GRÀAT

È un locale adibito all'essiccamento delle castagne per poi ottenere le castagne secche bianche.

Al piano terra vi era il focolare dove si manteneva acceso il fuoco. Le castagne erano depositate al piano superiore che aveva il pavimento a graticcio (da qui il nome gràat).

Esso era formato da travi di sostegno e listelli di legno leggermente distanziati fra loro per lasciare passare più facilmente calore e fumo provenienti da sotto.

Le dimensioni dell’essiccatoio variavano da 3 a 4 metri di lato in rapporto alla quantità di castagne da essiccare e potevano contenere da 5 a 10 gerle, per un totale di qualche quintale di castagne.

Si spargevano uniformemente le castagne con uno spessore adeguato a favorire una diffusione del calore ottimale.

Occorreva evitare che le castagne potessero conservare parti di umidita e, di conseguenza, il formarsi della muffa.

Nel "fuglàa", braciere sottostante, si mettevano a bruciare grossi ceppi (sciüch) mescolati ai ricci delle castagne per soffocare la fiamma in maniera da produrre molto fumo.

In questo modo il fuoco ("smursciunàva") bruciava con poca fiamma diffondendo uniformemente il fumo che infondeva alle castagne il giusto aroma.

L'essiccazione durava un paio di mesi e, per rendere le castagne bianche, cioè privarle dalla buccia esterna che ormai era diventata secca, si battevano (bat li castégni): si mettevano in un sacco di iuta che poi veniva battuto ripetutamente sul pavimento (in genere acciottolato (con gió ol rìsc') o su dei ceppi.

Poi con il setaccio ("vàl") venivano separate dai gusci cosi da ottenere le castagne secche bianche.

Qui sotto focolaio con "la padèla di braschèer" sopra si vede il graticcio 

qui sotto si vede il pavimento a graticcio dove vengono depositate le castagne