Laoráa la vìgna
Lavorare la vigna

mestér

 

LA PRODUZIONE DEL VINO

 

Uno dei principali prodotti della lavorazione della terra, che sosteneva la vita dei nostri avi era il vino.

La coltivazione della vite e la lavorazione dell’uva era curata con passione si svolgeva in fasi diverse durante tutto l’anno.

Si iniziava con la potatura dei salici a gennaio per ricavare dai suoi rami legacci di varie misure per le viti: strópi, mèers e mèrsulii

In primavera si allestivano i filari: le viti venivano potate, i tralci piegati, accompagnati e legati sui filari: pudaa, rizaa, faa la raca e remaa su i vidisciù

Durante l’estate la crescita della vite veniva costantemente sorvegliata. Se comparivano dei parassiti, veniva trattata con una soluzione di solfato di rame o zolfo in polvere. Si usavano degli appositi recipienti ( machèna da bagnaa) portati in spalla e provvisti di un tubo forato all’estremità. Attraverso una leva azionata a mano si irrorava la vite.

In autunno si faceva la vendemmia e la torchiatura.

In inverno, e per tutto l’anno si sorvegliava il delicato processo della trasformazione del mosto in vino. Nei giorni della fase calante della luna di febbraio le botti venivano ripulite dalla feccia ( sfésciaa ol vii) .

 

In quasi tutte le contrade c’era un torchio per la spremitura dell’uva.

Esso veniva azionato a mano. Il proprietario del Torchio (torcèr) torchiava anche l’uva dei vicini, in cambio di un po' del vino ottenuto.

Il coltivatore raccoglieva l’uva e la metteva nel tino collocato nella sua (tinèra). A fermentazione avvenuta caricava l’uva nella brènta, la portava a spalle dal torcèr, e insieme caricavano il torchio. Dopo una prima spremitura, le vinacce pressate venivano sbriciolate con le mani (sfrégolaa li vinasci) e poi rimesse nel torchio per spremerne ancora quel poco succo che restava.

Il mosto usciva dal torchio e cadeva in un mastello posto in posizione più bassa, quindi tramite un secchio (sadèla) si caricava la brenta. Il mosto veniva trasportato a spalla nella cantina del proprietario e versato nella botte utilizzando un grosso imbuto (‘mpedria)

Alcuni video di Anna Gherardi

fà su la vigna video

fà su la raaca video

rizáa video

Anche qui da noi c'è chi lo fa per lavoro

vocaboli inerenti cose, attrezzi utilizzati per la vigna:

  • rùuc = terreno dissodato in profondità e adattato alla coltivazione della vite
  • böc' = buco nel terreno per più piantine di vite
  • raosòla = buca abbastanza profonda scavata per introdurre concime a nutrimento delle viti
  • róncáa = ribaltare la terra della vigna
  • vìit = vite pianta  (la vite è una pianta molto longeva e può vivere per alcuni secoli)
  • páal (páai) = palo / pali in legno
  • pèrtega = pertica, lungo legno piuttosto sottile
  • fràsca (fraschi) = rami posti sopra la pertica per sostenere i nuovi tralci
  • palàda = filare di una vigna composto da pali, pertiche, “ráaca” e due fili sopra la pertica; la “palàda” è posta in senso verticale rispetto alla montagna
  • trevèrs = filare posto in senso longitudinale (orizzontale) rispetto alla montagna
  • cóo = tralcio, ramo della vite (quando si taglia con la potatura diventa "vidisciù")
  • sperù = tralcio di ripresa potato di lunghezza 20-30 cm
  • gümáa = trasudare (tipico della vite; dopo la potatura, dai tralci recisi trasuda un pò di linfa

  • fòia = pampino
  • scialèscia = ramo di salice utilizzato nella vigna per fare le legature: grossa, per legare le pertiche ai pali; media, per legare le viti alle pertiche; piccola (mèers), per legare i tralci
  • stròpa = ramo di salice ripulito dai rametti secondari usato per legare la "pèrtega" al "páal"
  • mèers = rametto di salice che si usa per legare le viti
  • mersulìi = rametto di salice più piccolo del mèers
  • ráaca = elemento dei filari delle vigne; si tratta di un filo di ferro (o di tralci di viti legati tra loro) che viene teso una quarantina di centimetri sotto la pertica e dove si legano i tralci destinati a produrre uva | fà sü la ráaca
  • 'ngrasáa = concimare
  • pudáa = potare, tagliare i tralci
  • fòrbes da pudáa = forbice per potare
  • mèla = roncola
  • vidisciù = tralcio della vite tagliato durante la potatura | ‘n mazṍl de vidisciù = una mazzo di tralci
  •  palféri  = attrezzo agricolo in ferro che serve per fare i buchi nel terreno nei quali vengono conficcati i pali della vigna
  • fà sü la ràaca = allestire la raca; elemento dei filari della vigna dove vengono legati i tralci destinati a produrre uva, in genere realizzato con un filo teso una quarantina di centimetri sotto la "pertega"
  • rizáa = legare i tralci alla pertica e alla “ráaca”
  • voltà gió = oltagió = piegare all’ingiù i tralci della vite, dopo la potaura (rizáa)
  • rógna = pollone, tralcio non fruttifero che nasce lungo il tronco della vite
  • srógnáa =togliere le rógne che sono di troppo (spollonatura)
  • cauriṍl = viticcio = cirro della vite
  • garzṍl = tenero germoglio della vite
  • sgarzóláa = togliere i virgulti della vite in eccesso
  • bagnáa = fare il trattamento antiparassitario alla vite
  • üa = uva
  • pinciarṍl = acino, chicco d’uva che si colora per primo, quando inizia la maturazione
  • 'ntremès-cia = grappolo in via di maturazione
  • gráata de üa = grappolo d'uva
  • gratèl / grèzol = racimolo, piccolo grappolo
  • töo gió l'üa = fare vendemmia   Nel Bicchiere che alzi alla Luna
  • spigolàáa = spigolare
  • gratulù = raspo
  • fulasc = pelle dell'acino
  • giànda = seme dell'acino
  • zofregáa = solforare, cospargere le foglie e grappoli della vite per combattere l’oidio e il mal bianco

 

UN PO' DI STORIA

Anno 1833 - Trattato sulla coltivazione della vite e vinificazione

Anno 1844 - Come preparare le viti

Anno 1836 - Malattie della vite

Anno 1813 - Ultimi ritrovati per la cura della vite

1823 Sulla vendemmia

Curarsi con l'uva

La vigna 

Ölarìsi giügáa con ti en mèz ai pràc’,

coli farfali 'ndel cél e 'l sùul süla fàcia,

baláa cola la tua máa trà li ginèstri

e sintìi la brìna bianca sü li mei ganàsi.

 

Ölarìsi slongáa li máa ité 'ndi cèrfói

quànca èn estáat li móri li pàr perli,

sintìm da táat spìi àa sgarzegáat

par ògna, ògna càra 'n baśìi d'amóor.

 

Pòrtem gió 'ndèla vigna

'ndùa li gráati li baśa 'l sùul,

sóta li palàdi dèl' üa

par ògna gráa 'n baśìi d'amóor.

 

Ölarìsi piegáa i mei bràsc

cóma al se piegáa i garzṍi al bùfáa dol vèet,

strepáa sǜ 'ndèla tèera òl fióor ca'l sbòcia

quànca la lǜna 'ndèl cél la pìza 'l tramónt.

 

Pòrtem gió 'ndèla vigna

'ndùa li gráati li baśa 'l sùul,

sóta li palàdi dèl' üa

par ògna gnáa 'n baśìi d'amóor.